Pierfrancesco Fagiani
Consulente Senior

22/01/2026

Oggi più che mai, l’igiene e la pulizia delle piscine sono temi di grande attualità. Una piscina non è solo un elemento di design, ma un vero e proprio spazio di benessere. 

Anche se il cloro è il metodo tradizionale più diffuso, sempre più persone cercano un’esperienza di balneazione superiore, più salutare e delicata sulla pelle. Grazie ai progressi tecnologici, oggi è possibile scegliere un trattamento dell'acqua senza cloro, trasformando la piscina in un’oasi di lusso e attenzione al proprio benessere, in linea con lo standard di Professione Piscina.

 

Il cloro è dannoso?

Molte persone associano il cloro nell’acqua a un aspetto negativo, soprattutto per il caratteristico odore sgradevole. Si tratta di un argomento complesso e sfaccettato. 

Nel caso di una piscina, è importante ricordare che l’uso corretto del cloro garantisce un elevato potere disinfettante e offre una certa stabilità nel tempo nell’uso quotidiano. Dagli anni ’80 fino a qualche tempo fa, molti sperimentavano la presenza del cloro frequentando piscine pubbliche o parchi acquatici, trovandosi spesso immersi nell’odore forte emanato dal prodotto.

La ragione per cui talvolta si percepisce un odore intenso di cloro è una gestione non corretta della sua immissione e del controllo in acqua; se tale gestione è fatta correttamente, questo problema di solito non si presenta.

Infine, va sempre ricordato che anche l’acqua del normale acquedotto domestico contiene una minima percentuale di cloro per garantirne la sicurezza.

 

Sterilizzazione al sale e al magnesio

Chi possiede una centralina al sale o al magnesio non deve illudersi di avere acqua completamente priva di cloro: in questi sistemi, il sale o il magnesio vengono scomposti in acido ipocloroso, che è comunque una forma di cloro. Ci sono alcune differenze tra una centralina al sale o al magnesio ed una al cloro puro, soprattutto in termini di praticità d’uso, ma nemmeno una sterilizzazione di questo tipo elimina completamente la presenza di cloro.

LA STERILIZZAZIONE AL SALE (O ELETTROLISI SALINA)

La sterilizzazione al sale (o elettrolisi salina) si basa sull’utilizzo di un elettrolizzatore che converte il sale (NaCl) disciolto nell’acqua in cloro libero (acido ipocloroso), il principale agente disinfettante, lasciando l’acqua leggermente salina. Questo processo avviene in modo continuo e automatico, riducendo la necessità di aggiungere manualmente il cloro.

Questa produzione automatica viene chiamata anche “cloro a km 0”, poiché avviene direttamente in vasca e non è necessario acquistare nuove taniche di prodotti chimici per mantenere l’acqua pulita. In questo modo si risparmia tempo prezioso e si evita il rischio di acquistare prodotti scadenti o che perdano efficacia con il passare del tempo.

Di solito, il prodotto (sale = cloruro di sodio) viene immesso in vasca all’inizio della stagione (eventualmente si effettua un piccolo rimbocco a metà stagione, se necessario) e poi è la centralina a gestire automaticamente l’immissione in piscina della giusta quantità di disinfettante (cioè cloro prodotto dal sale) e di prodotto per regolare il Ph.

Ci sono comunque dei costi da considerare: sebbene questo sistema riduca la spesa per i prodotti chimici, ogni due o tre anni richiede operazioni di manutenzione importanti, come la sostituzione delle sonde e della cella elettrolitica. Questi interventi variano a seconda delle dimensioni della piscina e dell’utilizzo che se ne fa, e si aggirano indicativamente tra i 1.500 e i 2.500 euro.

LA STERILIZZAZIONE AL MAGNESIO

La sterilizzazione al magnesio è un sistema più avanzato rispetto a quello al sale e funziona in modo simile: la differenza principale è che, invece del cloruro di sodio, viene immesso in acqua cloruro di magnesio, dal quale viene comunque prodotto il cloro necessario alla sterilizzazione.

I vantaggi di questo tipo di sterilizzazione sono evidenti: il magnesio garantisce un’esperienza di balneazione più delicata e piacevole, lasciando la pelle morbida e i capelli più setosi e meno danneggiati.

Il costo della materia prima (sali di magnesio) è tuttavia molto più elevato rispetto al sale, generalmente 8-10 volte maggiore. Entrambi i sistemi funzionano con lo stesso tipo di centralina, il che permette di scegliere, di anno in anno, se utilizzare la centralina con il sale o con il magnesio, in base alle proprie necessità e preferenze.

 

Quindi è possibile avere un sistema completamente senza cloro?

Sì, è possibile.

Anche se l’utilizzo di cloro, se fatto correttamente secondo certe regole, non è dannoso per la persona, sicuramente la possibilità di sterilizzare l’acqua senza alcuna presenza di cloro (e quindi senza la presenza di una sostanza chimica) è una conquista vantaggiosa e importante raggiunta grazie all’avanzamento della tecnologia degli ultimi anni.

Visto che noi cerchiamo sempre di essere all’avanguardia e di offrire il massimo ai nostri clienti, è con piacere che ci addentriamo nell’argomento delle nuove frontiere della sterilizzazione per piscine.

 

Quali sono i metodi di sterilizzazione senza cloro?

Ecco i principali sistemi disponibili che utilizzano quantità minime di cloro, o che non ne utilizzano affatto:

IL SISTEMA A RAGGI UV

I raggi UV rappresentano un metodo fisico di sterilizzazione: l’acqua, passando attraverso la lampada, viene trattata distruggendo il DNA di batteri, virus e alghe. È un sistema ecologico e sicuro, ideale per ridurre la presenza di microorganismi senza l’uso di sostanze chimiche.

Le apparecchiature più performanti possono eliminare fino al 99% di batteri, virus e simili. Tuttavia, va sottolineato un limite importante: sterilizzano solo l’acqua che passa attraverso alla lampada. Non essendo iniettato alcun disinfettante direttamente in vasca, alcune forme di vita possono sopravvivere all’interno della piscina.

Batteri, virus e alghe possono infatti adottare strategie per resistere, come formare colonie vicino agli accessori della piscina (bocchette, angoli, luci) o attaccarsi alle pareti creando un biofilm scivoloso, evitando così di essere aspirati dall’impianto di ricircolo.

Per questo motivo, l’utilizzo dei raggi UV va integrato con un altro sistema di disinfezione, come l’ossigeno o una minima dose di cloro, in modo da garantire una protezione completa dell’acqua della piscina, sia durante il passaggio nel filtro sia all’interno della vasca stessa.

IL TRATTAMENTO AL RAME

Il trattamento al rame è una tecnologia che sfrutta l’elettrolisi del rame per contrastare batteri, alghe e altri microrganismi. Questo sistema consente di ridurre l’uso del cloro, rendendo l’acqua più delicata e piacevole.

Negli ultimi anni il trattamento al rame ha continuato a essere molto apprezzato, soprattutto per la sua efficacia contro biofilm e alghe resistenti, oltre che per la lunga permanenza del rame nell’acqua, che contribuisce a ridurre la frequenza degli interventi di manutenzione.

Tuttavia, le normative europee stanno diventando sempre più attente all’impatto ambientale del rame, considerato potenzialmente inquinante se presente in concentrazioni elevate. Inoltre, questo sistema richiede una gestione accurata, con controlli costanti della concentrazione di rame e del valore del pH, per evitare macchie, scolorimenti o problemi di compatibilità con alcuni rivestimenti.

Per questi motivi, pur non essendoci alcun divieto attualmente in vigore, è possibile che in futuro il trattamento al rame venga utilizzato sempre meno, anche perché oggi esistono alternative più moderne e semplici da gestire, come i sistemi UV, l’elettrolisi salina o l’idrolisi.

L'IDROLISI

L’idrolisi è un sistema per pulire l’acqua della piscina che utilizza l’elettricità per creare automaticamente sostanze disinfettanti direttamente dall’acqua stessa. Il processo avviene grazie a un elettrodo in titanio, che genera la reazione elettrica necessaria al trattamento. In questo modo si riduce l’uso di prodotti chimici e l’acqua risulta più pulita e naturale.

È importante sapere che gli ioni non eliminano tutta la materia organica introdotta dai bagnanti, come sudore o residui cosmetici. Per questo, secondo le normative, è comunque necessario un piccolo supporto ossidativo, spesso cloro in quantità molto basse, sufficiente per completare la disinfezione senza causare odori o irritazioni.

L'installazione è più costosa rispetto ad altri sistemi automatici, come l'elettrolisi salina o i raggi UV, ma è doveroso sottolineare che, secondo numerosi studi, il processo di idrolisi risulta fino a tre volte più efficace rispetto al trattamento tradizionale a base di cloro.

Questo sistema viene comunemente apprezzato nelle piscine di fascia alta o in contesti dove si vuole ridurre al minimo l’uso di cloro, offrendo un’acqua più delicata sulla pelle e sugli occhi.

L'OZONO 

La sterilizzazione con ozono utilizza il gas O3 per ossidare e distruggere batteri, virus e microrganismi presenti nell’acqua. L’ozono è un disinfettante naturale molto efficace e rapido, che pulisce l’acqua senza lasciare residui chimici.

Nei sistemi a ozono è comunque consigliato usare una minima quantità di cloro o altro ossidante come supporto, perché l’ozono non lascia un residuo disinfettante stabile. Questo assicura la sicurezza dell’acqua tra un ciclo di trattamento e l’altro.

Un altro aspetto importante dell’ozono è che elimina efficacemente cattivi odori e sapori nell’acqua, migliorando la qualità complessiva della piscina e rendendo l’esperienza di balneazione più piacevole.

L'OSSIGENO

Il trattamento comunemente definito “a ossigeno” è in realtà basato su due tipologie di prodotti ossidanti: il monopersolfato di potassio, conosciuto come ossigeno granulare, e il perossido di idrogeno, cioè la normale acqua ossigenata utilizzata in forma liquida come disinfettante. Non si tratta quindi dell’ossigeno che respiriamo, ma di composti che liberano ossigeno attivo in acqua.

Questo metodo rappresenta una delle soluzioni più naturali e delicate per sterilizzare l’acqua della piscina senza ricorrere al cloro convenzionale. Non introduce elementi aggressivi nei confronti dell’uomo, risultando particolarmente indicato per chi desidera un’esperienza di balneazione più pura e confortevole.

L’ossigeno ha però un’azione meno intensa e meno duratura rispetto ai disinfettanti chimici tradizionali, perciò richiede una supervisione più attenta. Non è consigliabile utilizzarlo da solo in piscine molto frequentate o con condizioni d’uso impegnative, ma nelle giuste circostanze può garantire una disinfezione efficace e stabile.

Questo trattamento è molto apprezzato nelle piscine interne, dove l’assenza di odori pungenti e la maggiore delicatezza sull’aria degli ambienti chiusi fanno la differenza. È sempre più richiesto anche nelle piscine esterne di fascia alta, dove si ricerca la massima qualità e trasparenza dell’acqua.

Attualmente non esistono centraline economiche e diffuse in grado di misurare automaticamente la concentrazione di ossigeno attivo (perossido) in vasca; le apparecchiature che lo fanno sono molto costose. Per questo motivo, la gestione del trattamento avviene in genere in modo manuale, seguendo procedure semplici ma precise.

 

Quanto incide il materiale che si utilizza all'interno del filtro?

Molto. Per avvicinarsi ad un approccio “no cloro” è fondamentale utilizzare materiali filtranti moderni e più performanti rispetto alla classica sabbia o quarzite. La sabbia tradizionale trattiene impurità fino a 40-60 micron (un micron corrisponde a un millesimo di millimetro), mentre materiali avanzati come vetro, poliestere o diatomee sono in grado di trattenere particelle fino a 2-3 micron.

Questo significa che anche particelle organiche molto piccole, come i batteri, possono essere catturate dal filtro, rendendo possibile una sterilizzazione senza cloro. Come abbiamo detto prima, questo tipo di trattamento è più delicato nella gestione rispetto al cloro, e richiede quindi controlli e manutenzione attenti per garantire l’efficacia.

Un ulteriore vantaggio di una filtrazione così avanzata è l’innegabile impatto estetico: l’acqua appare più limpida, luminosa e brillante, valorizzando la piscina anche dal punto di vista visivo. Dopotutto, anche l’occhio vuole la sua parte.

 

Qual è il miglior sistema di sterilizzazione alternativo al cloro?

La risposta dipende da diversi fattori. La scelta del sistema più adatto alla tua piscina deve tenere conto di variabili come il tipo di piscina (interna o esterna), le dimensioni, la frequenza di utilizzo, la temperatura media desiderata, il periodo di utilizzo, la disponibilità a seguire le operazioni di manutenzione richieste dai sistemi alternativi e, naturalmente, il budget a disposizione.

 

Come fare la scelta giusta

Non è semplice decidere da soli: scegliere il sistema di sterilizzazione senza cloro ideale richiede esperienza e conoscenze specifiche. Questo articolo vuole fornire solo un’idea generale e rispondere alle domande più comuni dei clienti.

Durante la nostra consulenza Pool Professional Consulting® analizzeremo insieme tutti questi fattori, valutando le tue esigenze, le caratteristiche della piscina e i tuoi desideri. Approfondiremo ogni aspetto per individuare la soluzione più efficace e su misura, senza lasciare nulla al caso.

Se vuoi la certezza di un risultato sicuro, affidati a chi ha esperienza consolidata: con i nostri professionisti potrai scegliere il sistema di disinfezione senza cloro perfetto per la tua piscina, con la garanzia di qualità e sicurezza.

 

NOTA: questo articolo si riferisce a piscine private. Per le piscine pubbliche (piscine comunali) e quelle di attività ricettive (ristoranti, palestre, alberghi, ecc.) la legge impone che vi sia una certa quantità di cloro in vasca per proteggere la salute dei bagnanti. Anche in questo caso si possono comunque elaborare delle soluzioni innovative che limitino l’uso del cloro.

 

È possibile avere una piscina completamente senza cloro?

Sì, nelle piscine private è possibile utilizzare sistemi alternativi al cloro, come i sistemi a raggi UV, il trattamento al rame, l’idrolisi e l’ionizzazione, l’ozono o l’ossigeno attivo. Queste soluzioni mantengono l’acqua pulita e sicura, riducendo o eliminando l’uso di prodotti chimici e cloro. Tuttavia, l’unico sistema completamente senza cloro è quello a base di ossigeno, che è anche il più costoso tra tutti. 

Quanto costa installare un sistema senza cloro?

Il costo di un sistema senza cloro è generalmente più alto rispetto al cloro o al sale. I sistemi a raggi UV, ozono, ionizzazione o idrolisi richiedono un investimento iniziale maggiore, ma utilizzano molti meno prodotti chimici e rendono l’acqua più naturale. L’ossigeno attivo, invece, è una soluzione completamente senza cloro, ma è anche tra le più costose: il suo prezzo può arrivare ad essere diverse volte superiore rispetto ai trattamenti tradizionali.

Come funziona una piscina senza cloro?

Una piscina senza cloro riduce notevolmente o elimina completamente l’uso del cloro utilizzando sistemi di sterilizzazione alternativi e innovativi, come ozono, raggi UV, rame, ossigeno e altri trattamenti, per mantenere l’acqua pulita e sicura. Questi metodi aiutano a eliminare batteri e impurità, offrendo un’acqua più naturale, piacevole e in armonia con il benessere del corpo.

Le piscine senza cloro sono sicure?

Le piscine senza cloro sono sicure se gestite correttamente. Riducendo notevolmente o eliminando l’uso del cloro e utilizzando sistemi di sterilizzazione alternativi e innovativi come ozono, raggi UV, rame, ossigeno e altri trattamenti, è possibile mantenere l’acqua pulita e libera da batteri e impurità. Questi metodi garantiscono un’esperienza di balneazione sana e piacevole, rispettosa del corpo.

Posso convertire una piscina al cloro in una piscina senza cloro?

Sì, è possibile convertire una piscina al cloro in una piscina senza cloro o a basso utilizzo di cloro. Questo si realizza installando sistemi di sterilizzazione alternativi e innovativi come ozono, raggi UV, rame, ossigeno e altri trattamenti che riducono o eliminano la necessità del cloro tradizionale. Per realizzare la conversione è necessario analizzare il sistema esistente ed individuare la soluzione migliore in base al budget e alle esigenze del cliente.

Quali sono i vantaggi di una piscina senza cloro?

Una piscina senza cloro permette di ridurre o eliminare l’uso del cloro chimico grazie a sistemi di sterilizzazione alternativi e innovativi come ozono, raggi UV, rame, ossigeno e altri trattamenti. Tra i principali vantaggi ci sono acqua più naturale e limpida, maggiore comfort per la pelle e per il corpo, minor odore di cloro e una gestione più sostenibile e rispettosa dell’ambiente.